GIRO D’IRLANDA - 2012

GIRO D’IRLANDA - 2012

Nel 2012 ho partecipato al Giro D’Irlanda, una competizione di 2.190 km che attraversa tutto il Paese, per un totale di 20.000 metri di dislivello.

Siamo partiti poco lontano da Dublino, e abbiamo percorso tutta l’Irlanda in senso anti orario seguendo la costa. La RAI (Race Around Ireland) è nota per presentare pendenze proibitive, in alcuni tratti fino al 30%: dei veri e propri muri. Nell’ambiente dell’Ultracycling è ritenuta la più dura gara europea, e l’edizione di quell’anno si è dimostrata veramente provante. L’ asperità principale che presenta questa competizione è il tempo, assieme gli agenti atmosferici. L’Irlanda infatti è nota per essere estremamente variabile dal punto di vista climatico, il cielo può cambiare completamente in davvero poco tempo.

E’ stata una sfida sotto tutti i punti di vista, anche considerando che solo sei mesi prima avevo avuto un pesante incidente in bicicletta, nel quale mi ero causato la rottura del bacino. Quel sinistro mi ha fatto perdere due mesi di preparazione, e per me è stato bellissimo anche solo poter prendere parte ad una competizione così difficile ma al contempo affascinante.. Una gara d’altri tempi.

Ci sono stati momenti in cui la temperatura era gradevole, anche 20°, ma in altri sfiorava lo zero. Per non parlare poi dell’alto tasso di umidità e del vento, che sulla costa spirava con raffiche sopra i 50 km/h.. Andava più forte di me! Su cinque giorni totali di gara ha piovuto quasi ininterrottamente per quattro, la temperatura andava su e giù ma mediamente rimaneva molto freddo, che abbinato alla pioggia ha avuto effetti devastanti su di me. A metà gara ho anche avuto un principio di congelamento ai piedi, che mi ha costretto a fare una sosta forzata di tre ore per recuperare un po’ di calore.

Il Giro d’Irlanda l’ho concluso in 5 giorni e un’ora ora, chiudendo al 4° posto complessivo.
Per darvi l’idea di che difficoltà presentasse questa gara è sufficiente contare gli arrivati, solamente 5 sui 18 partiti.
Vi chiederete come mai solo 4° forse, bene allora posso raccontarvi che in Irlanda il mio team è stato oggetto del più grosso “intoppo” che ho mai dovuto affrontare in una sfida. Abbiamo infatti danneggiato pesantemente l’auto che avevo a supporto, e abbiamo perso nove ore per ripararla. Il tutto è successo dopo appena quattro ore di gara, sicchè la mia corsa è parsa da subito in salita. A metà infatti sono passato ultimo staccato di otto ore, addirittura tre sopra il tempo massimo virtuale.
Ma non mi sono abbattuto, anche grazie ai meravigliosi ragazzi della mia crew: Martina Arsiè, Stefano Pento, Enrico Maria Grondini, Lucio Micheletto e Alberto Salgarolo. Sono stati più che mai importanti nel spingermi a non mollare e non ritirarmi. Nella seconda parte di gara sono riuscito a recuperare davvero tanto, e questo è dimostrato dal fatto che ad ogni punto di controllo andavo più forte di qualsiasi altro avversario di almeno 45’. Chissà se non avessi avuto tutti quei problemi!
E’ stata proprio un’odissea, ma del resto queste sono le gare, e sono episodi che possono succedere!

Partner

Facebook